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Proteggersi da virus ransomware

Proteggersi da virus ransomware

Ha suscitato un notevole interesse da parte dei media la notizia di un massiccio attacco hacker, avvenuto in questi giorni in molti paesi del mondo. Lo scopo degli attacchi è stato quello di inserire nelle reti e nei computer presi di mira un virus di tipo ransomware (un virus che cripta i file nel computer attaccato rendendoli inutilizzabili e che permette agli hacker di chiedere un riscatto per sbloccare i file).

Questo tipo di virus è oggi sicuramente uno dei rischi più elevati per una azienda o anche per un privato perché può far perdere documenti importanti (pagare il riscatto, infatti, non garantisce che i malintenzionati forniscano poi veramente la chiave per decriptare i file).

Ma allora come proteggersi da un virus ransomware?

Ovviamente tenere sempre aggiornati antivirus e sistema operativo e effettuare periodicamente un backup dei dati importanti, bisogna fare poi massima attenzione alle email in arrivo, in quanto questo virus viene spesso inviato sotto forma di allegato. Quindi aprire solo gli allegati provenienti da utenti conosciuti e da cui ci si può attendere un allegato: in alcuni casi il virus è arrivato da un indirizo e mail di un utente conosciuto.

É importante considerare che questo tipo di virus, dopo aver infettato un computer può andare a colpire anche i dati contenuti su un drive collegato (hard disk esterno) o infettare i computer di una rete locale.

Il sempre valido hard disk esterno potrebbe non essere sufficiente se al momento dell’attivazione del virus  rimane collegato al pc, in quanto, facilmente il virus potrebbe passare a criptare i dati della memoria esterna.

Per una maggiore sicurezza vanno considerati sia la copia dei dati importanti su risorse remote (dai semplici Dropbox, Google Drive, ICloud fino alle soluzioni storage di Amazon) sia il salvataggio delle copie su dispositivi più sofisticati degli Hard Disk esterni quali sono i cosiddetti NAS (Network Attached Storage).

Tutto dipende dalla quantità di dati che si vogliono proteggere, dalla frequenza con cui si usano e modificano etc. per cui non esistono soluzioni valide per tutti i casi, ma è meglio capire le esigenze e poi scegliere la soluzione più adatta.

 

1 Commento

  1. […] in effetti un hacker non si interessa alle e-mail del sig. Rossi, ma alla possibilità di un numero elevato di vittime del suo attacco, attraverso  utenti inconsapevoli e poco […]